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Lettera dei bambini di Cappella Cangiani a Padre Mauro

Caro Padre Mauro,
questa che andrò a leggere è una lettera  per te scritta da tutti noi bambini. 
Com’è possibile, penserai.
Eppure è così, puoi crederci.
Ognuno ha scritto un pensiero, una dedica, una riflessione. Poi le abbiamo messe tutte insieme. Sarebbe stato impossibile venire qui stamattina e leggerle tutte. Così le abbiamo riassunte in questo scritto. Dopo, ti daremo tutti i nostri pensieri, quelli originali, che abbiamo raccolti in un quaderno. Ma ti chiediamo una cosa. Un impegno. Questa volta lo chiediamo noi a te. Ti chiediamo di sfogliarlo stasera. Prima di andare a letto.  Ci vorrà un po’ di tempo, lo sappiamo. Sarà molto emozionante, intenso, anche un po’ doloroso, ti avvisiamo. Ma quanta gioia avrai nello scoprire come hai seminato bene in questi anni. Come, coloro che hai definito “tuoi bambini”, lo sono veramente.

Infatti, caro padre Mauro, i “tuoi bambini” come sempre hai amato definirci, oggi sono molto tristi. Ma anche molto contenti.
Come è possibile tutto ciò? Non lo capiamo neanche noi, ma avvertiamo dentro due sentimenti che si contrastano. Il primo è l’inevitabile dispiacere che si prova quando una persona a cui vogliamo bene e che sappiamo ci vuole bene, ci lascia, si allontana, prende un’altra strada. L’altro è la gioia della tua “promozione” come è stata definita da alcuni di noi. Sappiamo che ti riempie di gioia, orgoglio, responsabilità questo nuovo incarico che hai avuto. Sappiamo che il Cardinale nell’affidartelo ha avuto una grande fiducia in te. Sappiamo che andrai in un’altra comunità a dare il tuo amore così come hai fatto con noi. Qualcuno ha scritto che la chiesa dove andrai diventerà più “popolata”. Altri che lì porterai la tua purezza. Qualcun altro trova giusto dare ad altri bambini la possibilità di conoscerti.Eppure non ci basta. Vorremmo capire di più. Noi ci sentiamo tuoi figli. E i figli non si possono abbandonare!

Ci hanno detto che verrà qualcun altro al posto tuo. Noi speriamo che sarà un buon sacerdote, ma siamo convinti che non sarà bravo come te. Nessuno sa spiegare il vangelo come hai fatto tu. Nessuno ci farà divertire come ci hai fatto sorridere tu. Anche durante la messa. Era tutto così gioioso. Le storie che raccontavi ci accompagneranno sempre. E, a proposito. Ti ricordi la storia della perla nella mela? Un bambino ha scritto che tu sei quella perla. Un altro ti ha definito la nostra bussola per orientarci verso Dio. Noi sappiamo che tu hai fatto tutto questo per farci conoscere Gesù, per questo continueremo a venire a messa anche quando non ci sarai. Ma, detto tra noi, non sarà la stessa cosa e aspettati di vederci nella tua nuova chiesa, perché tartasseremo i nostri genitori per venire qualche volta alla tua messa. Tu però promettici di venire a salutarci di tanto in tanto.

Tu sei stato un componente della nostra famiglia. Sei stato un fratello. Un padre. Il miglior amico. Hai battezzato molti di noi, ne hai accompagnato tanti al sacramento della Prima Comunione, con tenerezza, affetto, facendoci sì emozionare, ma trasmettendoci tanta serenità. Alcuni bambini del primo anno si rammaricano perché non faranno la prima comunione con te. Altri, che hanno già incontrato Gesù, si preoccupano per i loro fratellini: chi li accompagnerà nel cammino del catechismo? Un bambino ha un piccolo desiderio: quando diventerai Papa, perché per lui ti faranno Papa, lui vorrebbe trasferirsi a Roma per starti vicino. Un altro bambino offre la sua disponibilità per qualsiasi tua necessità. Qualcuno vorrebbe trasferirsi a Posillipo… Qualcuno afferma di aver imparato tanto da te, perché tu hai fatto tanto per tutti, ma che nessuno ti ha mai detto grazie. Un altro bimbo dichiara che per quello che gli hai dato dovrà ringraziarti fino a quando diventerà vecchio. Per molti ogni momento bello che hanno vissuto tu eri sempre con loro. A tanti tu hai semplificato la vita. Molti assicurano che pregheranno per te, chi la sera prima di andare a letto, chi addirittura lo farà mattina, pomeriggio e sera. Qualcuno ti paragona ad un cuore senza il quale la parrocchia di Cappella Cangiani non potrà vivere. Altri ti definiscono il miglior prete della storia, altri del mondo, qualcuno arriva a scomodare perfino la galassia… comunque il prete che tutti i bambini dovrebbero avere. Qualcuno si spinge più in là e ti paragona a Gesù! Molti ricorderanno le tue simpatiche tuniche colorate (soprattutto quella rosa…). Qualcuno ti ringrazia perché “sei stato capace di far venire anche il papà a messa”.

Diversi bambini ti hanno scritto che quando hanno saputo la notizia del tuo trasferimento si sono messi a piangere. Qualcuno ha avuto gli incubi. Altri sperano di non piangere tanto oggi. Una bimba sottolineava che ha consumato cinque pacchetti di fazzolettini… E, a proposito di pianto, c’è chi ha scritto che quando domenica ti sei commosso ha capito che ci vuoi veramente tanto bene! Molti, quasi tutti per la verità, sottolineano l’importanza di aver vissuto la messa con gioia. La tua presenza costante (anche quando non stavi bene), la tua serenità (non ti arrabbiavi mai), le tue storie (un bambino dice di essere andato in un’altra chiesa e, detto tra noi, non sapevano spiegare il vangelo come lo spiegavi tu)gli impegni che ci davi nei tempi forti, (un bambino dice di averli fatti tutti, anche se l’ultimo non l’ha capito, l’ha fatto lo stesso) hanno reso la messa un momento di vera e propria festa. C’è chi ti ha definito divertente, esilarante, addirittura metà parroco – metà comico. Ma qualcun altro ha subito specificato che eri sì divertente, ma nell’impegno di sacerdote restavi serio.

Gli auguri che hai ricevuto sono tanti: di trovarti bene nella nuova chiesa, di vivere a lungo nella tua comunità, di vivere questo nuovo incarico sempre con entusiasmo e gioia, di essere felice, ma ce n’è uno particolare che ti vogliamo rivolgere: che Gesù possa contare sempre su di te!

Il quaderno che ti doniamo ha una scritta e non è solo un marchio. È quello che meriti da noi tutti: ABBRACCI e BACI. Dentro ci sono tutte le nostre lettere. Potrai leggerle tutte. Dovrai leggerle tutte. Ma ti anticipiamo che su tutte troverei sempre la stessa frase:
TI VOGLIO BENE.

Napoli, 27 maggio 2007
I tuoi bambini